Paolo Conte

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Il più grande e noto cantautore italiano scrive musica strumentale per i suoi amati musicisti e l’ensemble italiano più longevo d’Italia, il Trio Debussy.

 

Il progetto, nato nel 2009 in occasione del ventennale del Trio Debussy, con il titolo “Confusion mentale fin de siècle”,  in questi anni si è ulteriormente sviluppato grazie alla vena creativa di Paolo Conte, che ha scritto per l’ensemble 10 brani originali.

 

Un po’ con la scusa che la letteratura per trio è limitata, un po’ perché i miei musicisti mi vogliono bene, un po’ per la mia incoscienza, mi trovo ad essere l’autore del secondo tempo del concerto del Trio Debussy che festeggia il ventennale della sua fondazione.

Questo trio, onore e vanto di Torino è tutto sensibilità e seduzione interpretativa, risultato di una sbalorditiva tecnica strumentale e di una esemplare unione umana e culturale.

Belli da sentire, belli da vedere, belli da conoscere.

L’averli incontrati e l’essere diventato loro amico sono per me privilegi impagabili.

Per la realizzazione di questo concerto devo affettuosamente ringraziare i miei fedeli scudieri  Daniele di Gregorio, Jino Touche e soprattutto Massimo Pitzianti alla cui meticolosa maestria sono dovuti gli adattamenti strumentali – e spirituali – che l’occasione ha richiesto.

Se per la mia musica vale sempre la mia vecchia definizione, che tanto era piaciuta ai francesi, di “confusion mentale fin de siècle”, il Trio Debussy e i suoi ospiti ci sguazzino dentro come pesci felici, portando ordine e disordine, spruzzi e cavalloni – viva la musica.

Paolo Conte

One comment

  • Francesco Sergio

    Il genio del compositore e la fantasia e la professionalità del Trio sono un mix di grande valore e destinato, se la collaborazione continua-come spero-, a risultati assolutamente eccellenti Faccio un esempio: l’ “ouverture alla russa” mi pare un banco di prova valido. Che ne dite?

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